Elisabetta Cappelli

Giornata mondiale della salute mentale: prendersi cura di sé attraverso la leggerezza

10 ottobre 2026

Prendersi cura di sé significa anche riconoscere le proprie risorse, concedersi tempo e spazio e riscoprire il valore della leggerezza, del sorriso e del gioco, anche da adulti.

Fare la psicologa, per me, non è solo un lavoro. È una missione.

Forse parte dall’idea che tutti possiamo fare qualcosa per noi stessi e per gli altri, anche semplicemente dedicandoci un po’ di tempo e di spazio. Nella quotidianità, però, non è sempre facile. Tra impegni, responsabilità e aspettative, capita di mettere da parte quello che sentiamo, di rimandare un momento per noi o di andare avanti senza fermarci a capire di cosa abbiamo davvero bisogno. È proprio da qui che parte quello che cerco di fare ogni giorno nel mio lavoro: incontrare e ascoltare le storie delle persone che ho di fronte, donne, bambini e bambine, adolescenti e adulti, accompagnandole nella ricerca del proprio modo di stare bene e di vivere al meglio delle proprie possibilità.

Non sono percorsi sempre facili. Ci sono momenti in cui le difficoltà sembrano occupare tutto lo spazio, in cui è difficile capire da dove iniziare o immaginare che le cose possano andare diversamente. A volte, la parte più difficile non è trovare una soluzione, ma aiutare una persona a riconoscere le proprie risoA volte, la parte più difficile del mio lavoro è aiutare qualcuno a riconoscere le proprie risorse e il proprio potenziale, soprattutto quando è la prima persona a non riuscire a vederli. Nel mio modo di lavorare, credo molto nel valore dell'incoraggiamento: non significa dire che tutto andrà bene o minimizzare le difficoltà, ma aiutare ciascuno a riconoscere le proprie possibilità e a sentirsi abbastanza fiducioso da provare, anche quando non ha tutte le risposte.

Con i bambini, questo passa spesso attraverso il gioco. Anche quando le parole fanno fatica a uscire, il gioco racconta molto: permette di provare, immaginare, sbagliare e ricominciare, di esplorare le emozioni e trovare il proprio modo di esprimersi.

E forse, in fondo, un po’ di gioco serve anche agli adulti. Crescendo, a volte ci dimentichiamo di quanto sia importante lasciare spazio alla curiosità, alla creatività e alla possibilità di provare senza dover necessariamente riuscire. Ci abituiamo a essere responsabili, a trovare soluzioni, a rispettare aspettative e scadenze. E rischiamo di lasciare poco spazio a tutto ciò che non ha uno scopo preciso, ma che può comunque farci stare bene. Questo non significa prendere alla leggera le difficoltà. Significa riconoscere che, anche nei momenti complicati, può esserci spazio per un sorriso, una risata o un momento di leggerezza.

Nel mio lavoro cerco di portare anche questo. Una battuta, una risata, un momento leggero non tolgono importanza alle difficoltà che una persona sta vivendo. A volte ci aiutano semplicemente a guardarle da un’altra prospettiva e a sentirle un po’ più affrontabili. Il sorriso non risolve tutto e non cancella ciò che fa soffrire, ma può aiutarci a vivere un momento difficile senza sentirci completamente sopraffatti. Può creare vicinanza, rendere più semplice parlare di qualcosa che ci pesa e ricordarci che, anche quando stiamo attraversando un periodo complicato, non siamo soltanto le nostre difficoltà.

È questo che cerco di portare nei miei incontri: ascolto e presenza, ma anche curiosità, creatività e un po’ di leggerezza. Ogni persona ha la propria storia, i propri tempi e il proprio modo di affrontare ciò che vive. Per questo credo sia importante trovare insieme uno spazio in cui sentirsi accolti e in cui poter scoprire, anche gradualmente, nuove possibilità. Prendersi cura della propria salute mentale non significa necessariamente stare male o attraversare un momento di crisi. Significa anche imparare ad ascoltarsi, riconoscere i propri bisogni e concedersi la possibilità di chiedere aiuto quando se ne sente il bisogno.

Sarebbe importante farlo non solo quando sentiamo di non farcela. Possiamo iniziare dedicandoci un po’ di tempo, dando spazio a ciò che proviamo, ritrovando attività che ci fanno stare bene o cercando un confronto quando sentiamo di averne bisogno.

In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, vorrei ricordare proprio questo: tutti noi meritiamo tempo, spazio e attenzione. Non soltanto quando qualcosa non va, ma anche per conoscerci meglio, prenderci cura di noi e ritrovare il nostro modo di stare bene.

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